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POMARICO – Pronti per il Made in Pomarico. La De.C.O. (Denominazione comunale d’origine) pomaricana fa ulteriori e decisivi passi avanti, con una delibera di giunta comunale tramite la quale è stata scelta la Pro Loco cittadina “E. Mattei”, con sede in una stanza del chiostro del Palazzo Marchesale che fu dei Donnaperna già locale sede dell’Arci “D. Dicanio”, quale soggetto proponente e attuatore del Progetto di valorizzazione dal titolo “Conoscere sé stessi: Storia del Made in Pomarico”.

Il cammino di quest’idea è comunque cominciato ben 5 anni or sono; quando, innanzitutto, la massima assise cittadina approvava l’indispensabile Regolamento per la “Valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali” e istituiva, appunto, la De.C.O. L’azione del Comune dovrà distinguersi, dunque, per una maggiore e più strutturata attenzione alle peculiarità locali.

L’atto approvato, d’altronde, su questo aspetto pare particolarmente chiaro ed esplicativo. Fra i punti di maggiori importanza dell’ultimo documento emanato spiccano infatti: la necessità d’un’indagine conoscitiva volta a individuare l’esistenza di originali e caratteristiche produzioni agro-alimentari che “siano meritevoli di evidenza pubblica” e quella d’un intervento specifico di promozione e sostegno a iniziative esterne “anche attraverso interventi finanziari”.

Le righe delle delibera non potevano comunque che esser ampliate usando una formula ben nota e rodata, dove si spiega che l’attività dovrà favorire la promozione delle potenzialità turistiche del territorio comunale, “incrementando l’offerta turistica eno-gastronomica e fornendo così ulteriori ulteriori attrattive per i turisti con potenziali positive ricadute di natura economica”. Tra i punti che saranno implementati, poi, l’altro interessante riguarda l’attenzione alla ricerca. Ovvero quando si parla d’intervenire, mediante forme dirette e/o di coordinamento, in attività di ricerca storica finalizza alla individuazione di ogni fonte che, per il conseguimento delle finalità dette prima, sia considerata meritevole di attenzione. Le possibilità ci sono. I prodotti da mettere meglio in vetrina di certo pure ci sono. Come sicura è la presenza d’un ambiente costituito da beni storici e ambientali di grande pregio.

Il paesaggio naturale e i tanti pezzi d’arte e architettura disseminati sul suolo pomaricano sono le proprietà che giocano a favore del programma. Un olio dotato di De.C.O., per esempio, potrebbe esser promosso all’interno del fascinoso assai frantoio ipogeo seicentesco intrappolato dalla frana di corso Vittorio Emanuele e zone limitrofe oppure raccontato fra le mura d’uno dei vari palazzi antichi del centro storico. Un vino dotato di De.C.O., per esempio, potrebbe esser presentato mentre lo bevono Saverio D’Elia e Giambattista Gallo, ovvero i tanto importanti quanto dimenticati briganti di Pomarico “Buscariello” e “Mulattiere dei Monaci”. Che per il nettare degli dei di queste parti, impazzivano.

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