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MATERA – Ferrandinese di nascita, ma materano d’adozione e sentimento, ché nella città dei Sassi, oltre che a Grizzana Morandi, vive e lavora, Nicola Filazzola tra look-down terminato e paura d’un nuovo look-down da covid19, ha presentato le sue nuove opere accogliendo Inside nel suo fascinoso atelier dei Sassi.

Sollecitato anche dalle curiosità della critica d’arte Milena Ferrandina, tra le altre cose, Filazzola è stato stimolato a partire dalla sua biografia; passando ovviamente per i vari, tanti e diversi incontri. Da quello divenuto amicizia col poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Però Inside non poteva esimersi dal chiedere un giudizio sul rapporto fra Matera e la cultura, nell’anno passato per esempio di Capitale Europea della Cultura.

Qual’è insomma il suo giudizio o comunque la sua visione dell’argomento Matera-Cultura in genere? Durante l’anno di Capitale della Cultura, ho visto un 2019 dove si è pensato maggiormente alla possibilità degli affari piuttosto che davvero alla necessità di vivere e far vivere la cultura.

Meglio rintanarsi insomma presso lo studio del borgo medievale dell’Appenino emiliano? No, ma solamente perché qui la cultura è ricordata dalla potenza dei luoghi e d’alcune individualità comunque. Senza dimenticare, possiamo aggiungere prelevando dalla biografia, come Filazzola negli anni Settanta aveva fatto incrociare passione politica e impegno civile, alla sua pittura.

Quando incontra per esempio Ennio Calabria e Vittorio Basaglia, esponenti di rilievo della “Nuova figurazione”. Ha tenuto mostre personali nelle maggiori città italiane ed estere. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Della sua attività grafica si può comunque segnalare la cartella di acqueforti-acquetinte del1978: “Violenza e politica in provincia di Matera, 1902-19402. Passando per ”Poesie del disamore e della paura”, riflessione crudele sui rapporti clero e potere. Nel 1998 ha invece pubblicato “Il fante di Tursi”, opera grafica e ragionata nata dalla lettura dei monumenti di guerra della Basilicata. Nel 2004 nella Sala Museale del Baraccano di Bologna, ha esposto il ciclo pittorico dedicato alle trasformazioni della campagna meridionale. E dal cuore del Caveso, le novità del periodo della maturità sono in arrivo.

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