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MATERA – La Madonna delle Tre Porte con la mascherina di ferro farà parte d’un moderno parco giochi. Molte cittadine e cittadini continuano a gridare quasi oramai quotidianamente alla “nuova vergogna materana”. Ché i lavori di realizzazione del Parco della Storia dell’Uomo – Civiltà rupestre”, che riguarda la chiese dedicate a San Falcione, San Vito alla Murgia, Sant’Agnese e San Pietro in Princibus e alla Madonna delle Tre Porte, procedono di gran carriera; a dispetto, di sicuro, d’altri fermi. E nonostante il tempo di mezza emergenza o d’emergenza piena.

Ma il punto vero, allora, è che specialmente quel che si sta realizzando e quel che si prevede per la chiesa che guarda a uno dei precipizi più fascinosi della Murgia pare stordire materani e non. Difficilmente piace. Eppure percorsa la prima curva che conduce alla prima chiesa rupestre che s’incontra, quella dedicata a San Pietro in Princibus ci s’accorge subito che siamo entrati di nuovo nel mondo delle bellezze da respirare.

Qualche settimana fa, mentre gli operai lavoravano alacremente, abbiamo deciso di fare a piedi il percorso che termina col Belvedere di Murgia Timone. Mentre sole e nuove sorridono dei mezzi a lavoro, forse un poco preoccuparti perfin loro, mentre qualcuno cerca forse lumache, per trovare il santuario della polemica occorre scendere con cautela. Magari incantati dallo scorrere dell’acqua, dall’apparizione continua delle caverne. Ed ecco, praticamente nel sottopancia del piazzale dove quasi sempre qualcuno è stanziato, un’altra delimitazione da cantiere spiega che fra le sbarre vive il ‘santuario’ ospitante la Deesis del Cristo, gli affreschi raffiguranti san Giovanni Battista e Maria Vergine, un’Annunciazione, una Madonna con ambino, una scena della Crocifissione e la mitica Madonna del Melograno. Visioni che domani, lo s’intuisce da adesso, saranno dotati per sempre d’una specie di mascherina di ferro, inferriate a dare riserbo mortifero alle tre porte.

E sembra che siano proprio le inferriate a dare prima di tutto il voltastomaco. A leggere, per dire, i commenti di denuncia lanciato su fb in primis dall’ambientalista Pio Acito, che giocherà coi termini facendo smorfie al progettone visto alla stregua d’un parco giochi per russi della nuova borghesia.

Dove trovavamo, ancora, il primo intervento dell’architetto Pietro Laureano. Ascoltato anche telefonicamente per un approfondimento. Architetto e urbanista di fama internazionale, Pietro Laureano, padre nobile delle bellezze materane, ma soprattutto personalità che per Matera e non solo si occupa di valorizzazione, nel rispetto degli stessi, di beni e momenti del patrimonio culturale, della storia dei luoghi, che non ha risparmiato critiche negative all’operazione. “Di come si sta lavorando alla Madonna delle Tre Porte – commenta Laureano -, per un’opera che conosco al momento soltanto dalle fotografie circolate, ho subito provato uno stupore negativo. Penso – specifica poi – che chi ha pensato l’intervento non abbia rispettato il valore di questa chiesa rupestre, cancellandone la storia. Le chiese rupestri – aggiunge lo stesso Laureano – si differenziano da altri beni del patrimonio dell’umanità in quanto profondamente immerse nella natura, e da questa vissute. Non metto in dubbio che l’erosione e il resto dei problemi fisiologici che sappiamo facciano la propria parte anche negativa sul bene, dunque serve a un certo punto pensare a tutelarne la tenuta, la tenuta in vita, ma fa parte del dna stesso delle chiese rupestri”. Lei quindi concepisce che si debbano fare lavori di recupero alla Madonna delle Tre Porte, comunque? “Ovviamente sì. Perché il tempo come dicevo ha inciso sulla struttura dell’antico luogo. Però oggi sappiamo bene che su questo tipo di lavori bisogna avere la mano leggera, apportare interventi impercettibili che non cambino il bene, che sappiano conservarne il valore di testimonianza e anche di bene da vivere nei nostri giorni. Invece qui mi sembra si sia cambiato il volto, la Madonna delle Tre porte così viene in qualche modo snaturata”.

“Vorrei ricordare – affermava invece al cronista, il consigliere comunale Pasquale Doria – che in tempo di campagna elettorale con il futuro sindaco firmammo un accordo dove ci impegnavano a fermare i lavori in questione per capirne meglio l’opera complessiva, perché questo tipo di operazioni devono essere un momento per la comunità di riappropriazione dei propri beni. Adesso non solo non abbiamo visto tutto il progetto, ma il sindaco non ha voluto ascoltarmi nel fermare la realizzazione”.

Il trattamento riservato alla Madonna delle Tre Porte, va sottolineato, per quante e quanti si stanno facendo continuamente sentire, è solamente rappresentativo della tipologia delle attenzioni dell’intero progetto ai pezzi di storia della Murgia Materana. Irrispettoso.

               NUNZIO FESTA

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